Dalle quote agli xG: la probabilità nelle scelte del Fanta
Nuove statistiche come gli xG sempre più protagoniste nel calcio ma anche nei fantasy e tra tifosi
A ogni giornata di Serie A chi gioca al fantacalcio stima probabilità senza dirlo: se il centravanti parte titolare, se segna, se la difesa chiude la porta. Alcuni cercano le risposte in numeri che circolano tra statistiche e mercati: minuti giocati, xG, prezzi del marcatore e della porta inviolata.
Una quota, un valore di xG e una previsione sui minuti giocati sono tre stime distinte, ciascuna con i propri limiti. Gli esempi che seguono usano numeri inventati e calcoli che si rifanno con una calcolatrice.
Dalla quota alla probabilità implicita
Una quota decimale è un prezzo, e il prezzo si traduce in probabilità con una divisione: 1 diviso la quota. Una quota di 2,00 corrisponde al 50%, una di 4,00 al 25%, una di 1,50 al 66,7%. Il risultato si chiama probabilità implicita perché nessuno la dichiara, ma è contenuta nel prezzo.
Il calcolo diventa più utile quando si considerano tutti gli esiti di una partita. Prendiamo un 1X2 inventato: 2,10 per la vittoria di casa, 3,40 per il pareggio, 3,60 per la vittoria in trasferta. Le probabilità implicite sono 47,6%, 29,4% e 27,8%, che sommate fanno 104,8%. Quel 4,8% in eccesso è il margine dell’operatore. Senza margine le probabilità sommano 100%, quindi il modo più semplice per toglierlo è ridurre ogni valore in proporzione, ottenendo circa 45,4%, 28,1% e 26,5%, stime che presuppongono un margine ripartito in modo uniforme tra gli esiti.
Il margine non è uguale per tutti. Ogni operatore lo fissa a modo suo, ed è il motivo per cui le guide di settore guardano alla competitività delle quote: una guida ai migliori bookmaker sportivi in Croazia, per esempio, classifica gli operatori anche in base alle quote.
Marcatore e porta inviolata, letti come dati
Due mercati offrono spunti a chi compila una formazione: il marcatore in qualsiasi momento e la porta inviolata. Nel regolamento classico del fantacalcio un gol vale 3 punti e ogni gol subito costa un punto al portiere. Il bonus per la porta inviolata, di solito +1, va al solo portiere e solo se la lega lo attiva, ma il dato dice comunque qualcosa su quanto poco concede una difesa.
Sulla porta inviolata, che è un mercato a due esiti, il margine si vede subito. Ipotizziamo che per una squadra di media classifica il sì valga 2,50 e il no 1,55: le probabilità implicite sono 40,0% e 64,5%, cioè 104,5% in totale. Tolto il margine restano 38,3% e 61,7%, poco meno di quattro partite su dieci.
Sul marcatore spesso compare solo il prezzo del sì. Secondo il prezzo, un attaccante a 2,50 segna nel 40% dei casi, ma poiché nel prezzo c’è anche il margine, quel 40% tende a sovrastimare la probabilità reale. Conviene leggerlo come un tetto approssimativo e confrontarlo con quello che dicono i tiri. Se lo stesso attaccante produce in media 0,45 xG a partita, spalmati su molti tiri piccoli, la probabilità di segnare stimata dai tiri è attorno al 36%, poco sotto il 40% del prezzo. Uno scarto simile va spiegato prima di fidarsi dell’uno o dell’altro: oltre al margine può dipendere dall’avversario, dai rigori o dai calci piazzati.
Cosa misurano gli xG e i minuti giocati
Ogni tiro riceve un valore di xG compreso tra 0 e 1 in base a posizione, tipo di assist e altri fattori, e un tiro da 0,10 xG diventa gol in media una volta su dieci. La guida di Kickest che spiega cosa sono gli expected goal dedica una sezione ai rigori, a cui attribuisce un valore fisso di 0,76: l’xG di un rigorista si gonfia a ogni penalty, quindi conviene guardare anche il dato senza rigori. Confrontare l’xG accumulato con i gol segnati mostra se un giocatore sta segnando più o meno di quanto le sue occasioni giustifichino.
Il totale però non coincide con la probabilità di segnare, che cambia con la distribuzione dei tiri: a parità di xG, un solo tiro grande rende il gol più probabile di tanti tiri piccoli. Due tiri da 0,30 e 0,10 sommano 0,40 xG, ma la probabilità di fare almeno un gol è 1 meno il prodotto di 0,70 e 0,90 (le probabilità di non segnare con ciascun tiro), cioè 1 meno 0,63: il 37%. Con lo stesso passaggio si confrontano gli xG e il prezzo del marcatore.
I minuti entrano nello stesso calcolo. Un attaccante con 0,50 xG ogni 90 minuti, se ci si aspetta che giochi 60 minuti, ha una stima di circa 0,33 xG. Un valore per 90 minuti costruito su poche presenze da subentrato oscilla molto, quindi conviene verificare quanti minuti l’allenatore concede davvero nelle ultime giornate.
Dove i numeri smettono di funzionare
Le formazioni ufficiali arrivano poco prima del calcio d’inizio. Una quota pubblicata la sera prima contiene una stima su chi giocherà, e un infortunio nel riscaldamento la può smentire. Un modello calibrato su tiri e minuti passati non ha modo di saperlo.
Il turnover è il secondo ostacolo. Che un titolare riposi dipende dall’allenatore, dal calendario e magari da una partita di coppa a metà settimana: nessuna di queste informazioni sta nei tiri già registrati.
Poi ci sono i campioni piccoli. L’analisi di Kickest su come leggere davvero le statistiche della Serie A osserva che tre partite di xG dicono poco e che le squadre capaci di segnare molto più del previsto tendono a rientrare verso i valori attesi. Aggiunge che l’xG valuta il tiro nel momento in cui parte, quindi non sa se c’è stata una parata straordinaria o un errore del portiere: un limite che pesa proprio sulla lettura della porta inviolata.
Una stima al 40% descrive quattro partite su dieci, e nessuna quota o modello indica in quale delle dieci il giocatore segnerà. Le probabilità servono a ordinare le scelte dentro una formazione, per esempio a decidere tra due attaccanti con minuti simili. In Italia le scommesse sono vietate ai minori di 18 anni e lecite solo presso operatori con concessione ADM; per via del margine, chi punta riceve in media meno di quanto versa.