La top 5 dei terzini dribblatori di Serie A

Terzini al centro del gioco delle proprie squadre, veri e propri registi occulti. Scopriamo chi sono i cinque più abili a saltare l’uomo e creare pericoli

Theo Hernandez

Nascita del terzino-regista

Se Trent Alexander-Arnold è considerato uno dei migliori terzini al mondo, è senza dubbio per la sua interpretazione offensiva del ruolo, e le sue incredibili abilità con il pallone, risultando il vero regista occulto del Liverpool di Klopp. Il giovane inglese ha figurativamente preso il testimone di miglior interprete del ruolo da due giocatori di primo livello degli anni 2000, ovvero Maicon e Daniel Alves, tanto diversi per caratteristiche tecniche e fisiche, quanto simili per capacità di incidere sulla struttura della propria squadra partendo da un ruolo inizialmente considerato poco importante offensivamente.

Terzini dribblomani: perché

Innanzitutto consideriamo terzini sia gli esterni delle difese a quattro che i cosiddetti “quinti” delle difese a 3; questi giocatori sono sempre più importanti nel calcio moderno perché quando ricevono il pallone sull’esterno sono solitamente attaccati dal pressing avversario. Infatti sempre più spesso il pressing della squadra si attiva in corrispondenza di un passaggio verso la linea laterale, che restringe naturalmente le opzioni di gioco del possessore di palla, riducendo spazio e tempo.

Quali sono le soluzioni per un terzino che riceve palla e viene subito attaccato? O trova un passaggio che fa saltare il pressing, cosa sempre più difficile visto il lavoro di pressing avversario sugli appoggi, oppure torna indietro con un retropassaggio verso il portiere, facendo perdere metri alla propria squadra e probabilmente inducendo il portiere a lanciare lungo andando a rischiare di perdere il possesso.

C’è una terza soluzione, ovvero il dribbling; quando questo riesce, il pressing avversario spesso è saltato e per la squadra in possesso si apre il campo creando pericoli concreti. Un gioco che sicuramente vale la candela, infatti molti terzini stanno diventando specialisti del dribbling.

Terzini dribblomani: chi sono

Il terzino più portato al dribbling, nonché uno di quelli che utilizza questo strumento anche in fase di attacco per puntare l’avversario, è Leonardo Spinazzola; il quinto di sinistra della Roma è il giocatore che tenta più dribbling in assoluto in tutta la Serie A, ben 21, riuscendo a completarne 11, circa la metà. Non una percentuale di successo altissima, che rispecchia anche la vocazione offensiva dell’esterno giallorosso. Inoltre Spinazzola è anche il secondo miglior terzino per quanto riguarda i passaggi chiave, ben 9, tre in meno solo di Dimarco.

Il secondo esterno (anche se qualcuno potrebbe storcere la bocca a vederlo in questa lista) è il neo-acquisto bianconero Federico Chiesa; giocatore prettamente offensivo e terzo in assoluto per tentativi di dribbling, 17, come Jerdy Schouten. Chiesa però dimostra il suo essere un giocatore offensivo e spesso anche fumoso con il totale di dribbling riusciti, solo 7.

Terzo nome della nostra lista è Theo Hernandez; il terzino sinistro del Milan è il primo nome di esterno di una difesa a 4 che vediamo, e soprattutto è un interprete offensivo ma che spesso viene utilizzato proprio per rompere il pressing avversario a causa delle sue abilità in conduzione e in dribbling, mettendo davanti il fisico per superare l’avversario. Theo Hernandez ha tentato 12 dribbling riuscendo a completarne 8, una media del 66% davvero interessante.

Il quarto nome è quello per certi versi più sorprendente, ovvero Georgios Kyriakopoulos; il terzino greco di De Zerbi ha approfittato dell’assenza di Rogerio per prendere possesso della fascia sinistra e dimostrare il suo valore; il suo dribbling tipico non prevede l’utilizzo della linea laterale, ma una sterzata improvvisa a rientrare dentro il campo, sfruttando spesso l’impeto dell’uomo che viene in pressing per prenderlo in controtempo. Inoltre entrando dentro il campo Kyriakopoulos aumenta le sue opzioni di passaggio, risultando ancora più pericoloso durante lo sviluppo (nell’ultimo match contro il Bologna il greco è andato pericolosamente al tiro dopo un inserimento di questo tipo e una triangolazione con Caputo).

Le sue grandi abilità in questo fondamentale vengono mostrate dall’incredibile 83% di dribbling riusciti; ben 10 su 12.

Infine degno di nota anche Davide Faraoni, che ha tentato meno dribbling dei nomi già citati (solo 8), anche a causa del gioco della squadra che lo porta a prendere il pallone spesso in inserimento e raramente in conduzione, ma ne ha completati ben 7; si tratta dell’87,5% di percentuale, altro numero realmente impressionante.

E Hakimi?

Il neo-acquisto dell’Inter ne ha fatti 5 su 9 tentativi, dimostrando come sia un quinto propenso a ricevere il pallone nello spazio e non sui piedi.

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