Volti Nuovi, Fiorentina: come e dove gioca Nico Gonzàlez

Che tipo di giocatore è El Bicho Nico Gonzalez, l’acquisto più oneroso della storia della Fiorentina

Nico Gonzalez

Per un Gattuso che va c’è un Gonzàlez che arriva. La Fiorentina ha messo le mani sull’attaccante argentino con un’offerta che supererà i 25 milioni di euro (23+4 di bonus). Gonzàlez è l’acquisto più oneroso della storia della Fiorentina. Superata la concorrenza del Brighton e del Tottenham, il progetto tecnico dei viola ha convinto Gonzalez a spostarsi in Serie A.

Soprannominato ‘el Bicho’, l’insetto, Nico Gonzàlez fiorisce nel settore giovanile dell’Argentinos Jr, lo stesso che ha dato vita a tre grandissimi della storia del calcio argentino: Redondo, Riquelme e Maradona. Lo Stoccarda se ne innamora e lo acquista nel 2018 per circa 9 milioni di euro. In tre anni in Germania, tra 2.Bundesliga e Bundesliga, colleziona 79 presenze, 23 gol e 10 assist.

Caratteristiche Tecniche

‘Technically sound’, dicono gli inglesi. Tecnicamente valido, vogliono intendere. Ma Nico Gonzàlez è proprio tecnicamente musicale, non ‘solo’ valido. Mancino naturale, conduce la palla con l’eleganza con cui un giocatore di hockey sposta il disco sul ghiaccio. Il suo ruolo preferito non è ancora chiaro: in 111 presenze in carriera tra Argentinos e Stoccarda è stato schierato 58 volte al centro dell’attacco, 30 volte a sinistra e 12 a destra. Poche apparizioni come seconda punta (8) e ancora meno da esterno sinistro di centrocampo (3). Il commissario tecnico dell’Argentina, Lionel Scaloni, gli ha affidato la lancia sinistra del tridente assemblato per la Copa America. 

E per un giocatore tecnicamente musicale, il senso del ritmo è tutto: Nico Gonzàlez ha un’innata capacità di intercettare il tempo giusto per saltare e colpire la palla di testa. In carriera 8 dei suoi 33 gol totali sono stati realizzati proprio tramite un colpo di testa (24,3%). Insetto, sì, ma con le ali.

A causa dei frequenti infortuni muscolari nell’ultima stagione in Bundesliga ha visto il campo solo 15 volte, mettendo a segno 6 gol e fornendo 2 assist. Quello degli infortuni è un problema che Nico Gonzalez porta con sé fin dai tempi dell’Argentinos: non sono gli scontri di gioco e i traumi contusivi che preoccupano, bensì la fragilità muscolare (soprattutto altezza adduttori) che ne interrompe il flusso di crescita. In carriera sono 213 i giorni di assenza dai campi di gioco, e l’82% di questi a causa di problemi muscolari.

Nonostante il soprannome, el Bicho, l’insetto, alluda alla sua fisicità esile, Gonzàlez non è più il ragazzino basso e timido dei tempi delle giovanili dell’Argentinos. Il calcio europeo gli ha permesso di irrobustirsi fisicamente senza perdere la rapidità che lo contraddistingue. Non si può dire abbia ora una stazza dirompente, ma il suo atteggiamento mai arrendevole in ogni possesso gli consente di sopperire a questa mancanza strutturale.

Il piede destro non è di sicuro un suo alleato, ma la sensibilità e la rapidità di esecuzione del suo mancino, unite a una più che discreta visione di gioco gli permettono di essere pericoloso in ogni zona del campo. La strategia difensiva del “portalo sul destro che lo annulli” con Gonzalez non basta.

A 23 anni compiuti ad Aprile, Gonzalez è un giocatore pronto per la Serie A, un campionato, a detta dei migliori allenatori d’Europa, molto complicato per l’approccio tattico e l’attenzione difensiva delle squadre. Serie A non vuol dire linea bassa e ripartenze. Questo, per fortuna, è un concetto superato, come dimostra lo Spezia di Italiano, il Sassuolo di De Zerbi o il Verona di Juric. Serie A significa, però, grande concentrazione e applicazione tattica durante l’arco di tutta la gara. E la continuità di prestazione all’interno della partita è uno dei punti critici del gioco di Gonzalez. Ma la bellezza, si sa, richiede tante energie. E Nico Gonzalez le concentra tutte nel suo musicale mancino

di Nicolas Cariglia

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