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Come cambierà il Torino con Davide Nicola?

L’ex allenatore del Genoa approda sulla panchina rovente del Toro- Riuscirà a far rialzare la testa a Belotti e compagni?

L’etica del lavoro prima di tutto

Davide Nicola è, innanzitutto e prima ancora che un allenatore di calcio, un gran lavoratore; è sempre proiettato alla prossima sfida, al lavoro da fare per arrivarci nelle giuste condizioni, rispecchia in tutto e per tutto l’hashtag che utilizza di più sui social, #semprealmassimo.

Ma il fatto che sia un allenatore grintoso, motivatore ed in grado di innalzare il livello di intensità delle sue rose, non deve distogliere dal fatto che Nicola sia anche un grande tattico, molto accorto nella preparazione delle partite, appassionato di statistiche e di dati, e minuzioso nella tattica pre-partita.

Di una cosa i tifosi granata potranno stare certi; chi scende in campo sputerà sangue, e non correrà mai a vuoto. Le squadre di Nicola sono compatte, solide, verticali, in grado di creare del bel calcio ma anche di soffrire per portare a casa il risultato sperato.

Cosa cambierà nella rosa del Torino?

Nicola si troverà una rosa abbastanza ampia in alcuni ruoli, ma carente in altri, specialmente a centrocampo con la partenza di Meitè; il mister piemontese ha utilizzato spesso il 3-5-2 e il 4-4-2, ma è in grado di adattarsi alle situazioni che si trova di fronte a sè, per scegliere l’abito giusto per la sua squadra. Molto probabilmente vista l’abitudine dei granata a giocare 3-5-2, Nicola proseguirà su questa strada, cercando di aumentare l’intensità e la verticalità delle giocate dei suoi uomini, con l’obiettivo di togliere responsabilità creative a Belotti, in modo da focalizzarlo sulla fase conclusiva.

Davanti a Sirigu sarà confermato Izzo sul centro-destra, e probabilmente riabilitato N’Koulou, accantonato da Giampaolo negli ultimi mesi di campionato; il camerunense è un difensore esperto in grado di giocare da centrale nella difesa a 3 e di dare solidità al reparto. Al suo fianco ci sarà un probabile ballottaggio Bremer-Lyanco, con il primo favorito per la grande prestanza fisica e la presenza in area avversaria che spesso ha dimostrato.

Sulle fasce i titolari probabilmente saranno Singo, fisicamente straripante, con Vojvoda back-up, e Cristian Ansaldi, reintegrato dopo mesi difficili, ed uno degli uomini più creativi dell’intera rosa quando non viene tormentato da infortuni. Al centro del campo potrebbe rendersi necessario un innesto dopo l’addio di Meitè, ma Baselli (una volta tornato a regime) e Linetty sembrano certi del posto come mezzali, in quanto in grado di coniugare ottimamente qualità e quantità. Come play ad ora è disponibile il solo Rincon (anche se Nicola non disdegna mediani fisici come già dimostrato nelle sue passate esperienze), ma la società saprà agire sul mercato per donare al mister un regista (noi avevamo ipotizzato uno scambio sull’asse Torino-Roma).

Davanti, insieme all’insostituibile Belotti, ci sarà sicuramente il ballottaggio Zaza-Verdi, con il primo più solido e dedito al pressing, ed il secondo da riscoprire dopo anni difficili; anche qua la società potrebbe riuscire a trovare un’alternativa valida tra i vari nomi che si stanno muovendo in questo mercato di Gennaio, da Lammers a Cutrone, passando per Pinamonti, già avuto da Nicola a Genova.

Conclusione

Attenzione agli spazi, attenzione alle distanze con i compagni, verticalità, intensità, sono alcuni dei cardini di mister Nicola; sicuramente i tifosi del Torino vogliono una squadra grintosa, ad immagine e somiglianza del proprio mister, e Nicola potrà essere in grado di dare questa forma alla sua squadra. E’ solo tramite il lavoro e tramite la grinta che si possono recuperare i punti fondamentali per la salvezza, e Nicola, negli ultimi anni, ce ne ha dato prova diverse volte.

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