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Sarri e la Dea, un progetto a lungo termine

Difesa a quattro e nuovi principi di gioco: l’Atalanta abbandona la continuità tattica postgasperiniana e si prepara a una profonda trasformazione.

Tabula rasa. È questa la decisione dei Percassi: la linea della continuità per il post-Gasperini non ha funzionato con Juric e non è piaciuta con Palladino. Non sarà mai come prima. E allora, perché non provare qualcosa di completamente opposto? L’Atalanta riparte da Maurizio Sarri.

È un nuovo inizio. Una nuova impostazione tattica: dal 2016, per dieci anni, la Dea ha schierato una linea difensiva a tre molto dinamica, i cui interpreti erano chiamati a sganciarsi tanto in marcatura quanto in costruzione. Con Sarri si passerà a quattro. Automatismi collettivi, linea alta, intensità ridotta. I centrali dovranno abituarsi all’impostazione preventiva e al mantenimento delle distanze tra i reparti (Kossounou gioca già in coppia con la nazionale ivoriana, ma è l’unico tra quelli a disposizione). La trasformazione più drastica riguarderà le fasce: il solo che potrebbe trarne giovamento immediato sembrerebbe Ahanor, più terzino che centrale. Zappacosta, Bernasconi e Bellanova partiranno qualche metro più indietro; Zalewski può fare la mezzala o l’esterno d’attacco.

Dalla metà campo in su, lo vedremo, Sarri è meno dogmatico – dipenderà tanto dagli acquisti. Il centrocampo a tre, per ora, è un cantiere aperto: si cerca un regista titolare che (come De Roon) aggiunga pulizia e senso della posizione. Vere mezzali, al momento, non ce ne sono: Pasalic può fare da jolly e Samardzic sarebbe tecnicamente sprecato in un ruolo per cui Sarri richiede grande intensità. Probabile quindi anche un 4-2-3-1 con De Ketelaere e Sulemana pronti sugli esterni. C’è poi Raspadori, che il mister considera “un centravanti” e che potrebbe ricalcare (o, almeno, tentare di farlo) le orme di Mertens al Napoli, come fulcro imprevedibile della trequarti se non, addirittura, falso 9. Chi può essere valorizzato dal nuovo sistema è anche Krstovic, punta che si muove tantissimo, come piace a Sarri. La probabile chiave di volta per dire di più sul modulo sarà l’eventuale acquisto di un regista come Gaetano o Hojbjerg.

La Dea, comunque, cambierà parecchio. Nei modi di agire e di pensare, nei singoli e nel collettivo. «Quest’anno non mi sono sentito ascoltato», ha detto Sarri sulla stagione alla Lazio. A Bergamo troverà una società e dei giocatori già dediti all’ascolto.

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