Mario Gila è il difensore che manca al Barcellona
In scadenza nel 2027, risolverebbe i problemi di diverse retroguardie
Ci siamo stropicciati gli occhi davanti alla doppia sfida di Champions tra Barcellona e Atletico Madrid. 180’ di spettacolo puro, indirizzati irreversibilmente dalle due espulsioni rimediate dai centrali blaugrana. Stesso copione: linea a distanza siderale dalla porta, lettura approssimativa, fatica nel rincorrere l’attaccante lanciato, tamponamento, cartellino rosso. Due episodi che non si sarebbero verificati se al posto di Cubarsí e Eric García ci fosse stato Mario Gila.
Periodo ipotetico dell’irrealtà: nulla di più di una provocazione, che acquisisce però un fondo di razionalità alla luce delle recenti prestazioni del centrale biancoceleste. Nonostante il curriculum sulla carta incompatibile con il patriottismo dei tifosi del Barça – visto il passato nelle giovanili dell’Espanyol e nel Real Madrid Castilla – il profilo del classe 2000 sarebbe perfettamente in linea con le caratteristiche di cui il Club dovrebbe essere alla ricerca.
La facilità con cui ha annullato Højlund, solo l’ultimo di una lunga lista, ha sancito che Mario Gila ha ormai il physique du rôle adatto ai grandi palcoscenici. Per prima cosa, è rapidissimo, tanto nel breve quanto nelle sfide a tutto campo: nel duello, è quasi sempre l’attaccante a soffrirlo. 2° centrale in Serie A per percentuale di duelli a terra vinti (68,6%), il numero 9 non fa in tempo a prendere posizione, che lo spagnolo gli è già sfilato alle spalle, proiettatosi in avanti per anticiparlo.
Il ricorso ai suoi straordinari mezzi atletici avviene solo in casi eccezionali: nella stragrande maggioranza delle volte, la sua abilità di lettura lo porta a prevedere la giocata avversaria, a neutralizzare l’attacco e a trasformare l’azione in offensiva, guidando il ribaltamento con grande tecnica. Non a caso, rientra pienamente nell’albo dei centrali di difesa dal piede educato, con il suo 91% di precisione passaggi.
Velocità, qualità, acume tattico e senso dell’anticipo, insieme alla capacità di lavorare con la linea difensiva – sarriana conditio sine qua non – lo rendono il difensore perfetto per integrarsi in diversi sistemi: a 4, ma anche a 3; in una squadra che lavora di reparto con riferimento palla o che difende uomo su uomo a tutto campo; in un blocco medio-basso, o con tanti metri alle spalle. Con il contratto in scadenza nel 2027, si aprono ufficialmente le aste: centrali del genere sono merce rara.