E se il problema non fosse che si gioca troppo poco?

Nella stagione con più polemiche del recente passato, una della narrative più insistenti, riguarda il tempo di gioco, ma è effettivamente un problema per il calcio attualmente?

arbitro serie a

Roma-Juventus ci è sembrata una partita fluida come poche altre. Si potrebbe sostenere che parte del merito vada assegnata al ruolo di secondo piano assunto dall’arbitro Sozza – un po’ quanto successo col metro di giudizio applicato da Doveri durante Inter-Napoli.

Ma i dati sulle partite di Serie A raccontano una realtà diversa e spostano il peso delle responsabilità.

È quello che ha capito l’IFAB con l’introduzione delle nuove regole contro i comportamenti antisportivi. «L’obiettivo è eliminare, o limitare al massimo, le perdite di tempo che riducono la spettacolarità della partita» ha spiegato Pierluigi Collina alla Gazzetta dello Sport.

Il ritmo di una partita, dopotutto, è dettato dal comportamento dei calciatori più che dalla quantità di interventi dell’arbitro.

Pensateci: cosa rende una partita diversa dalle altre? Il tasso tecnico, l’intensità, la posta in palio. Aspetti che prescindono da un metro arbitrale permissivo, condizione necessaria ma non sufficiente per garantire spettacolo.

Dati sul tempo effettivo, Giornata 27 di Serie A

PartitaDurataTempo effettivo%Falli
Pisa-Bologna99’54’’53’50’’54%27
Verona-Napoli99’09’’57’40’’58%21
Sassuolo-Atalanta99’00’’58’34’’59%16
Parma-Cagliari97’19’’57’15’’59%22
Como-Lecce96’57’’56’43’’59%27
Cremonese-Milan96’48’’53’06’’55%24
Udinese-Fiorentina96’34’’54’15’’56%28
Torino-Lazio95’10’’61’38’’65%18
Roma-Juventus95’09’’57’42’’61%19
Inter-Genoa95’00’’59’31’’63%21

Iniziamo a intuire che un recupero lungo è ormai strutturale indipendentemente dal numero di falli fischiati. Ma è una misura limitata: Verona-Napoli è durata quasi 100 minuti (99’09”), ma ha solo il 58% di gioco effettivo. Minuti aggiuntivi non equivalgono automaticamente a più calcio giocato.

Torniamo a Roma-Juve. Rispetto agli altri incontri di giornata è terza per percentuale di gioco (61%) e quarta per minutaggio effettivo (57’42”). Ci sono state, infatti, poche interruzioni arbitrali (19): un metro permessivo può scoraggiae, nel corso della gara, le solite cadute accentuate. A tal proposito, però, tra i big match più continui va annoverato quello a dir poco polemico tra Inter e Juventus. Nonostante l’espulsione di Kalulu e 22 falli si è ampiamente superata l’ora (61’55”) con il 63% di tempo reale. Se rispetto alla partita dell’Olimpico non c’è una distanza abissale, la differenza si vede con la prima partita che in questa Serie A ci ha davvero fatto dire “è stata bella perché l’arbitro ha fischiato poco”: Inter-Napoli. Su una durata totale di 97’58”, a San Siro si giocò appena 55’30” (57%), con un fallo in più rispetto a Inter-Juve (23). Non tutta questa anomalia rispetto alla media di giornata. Dunque cos’è che rende una partita davvero entusiasmante? Cos’è che rallenta o velocizza il modo in cui percepiamo la partita?

L’atteggiamento dei giocatori, abbiamo detto. L’IFAB l’ha capito e ha fatto ambo: introducendo le regole di tempo su rimesse laterali, rimesse dal fondo, sostituzioni e interventi sanitari dissuade i più furbi da ogni procrastinazione e al contempo tutela gli arbitri remissivi e corregge le sviste più clamorose su secondi gialli e calci d’angolo.

Alla luce di tutto ciò si pone un problema: considerando che – dai dati del nostro campionato – sembra già in atto una stabilizzazione intorno all’ora di gioco reale e una tendenza a “lasciar correre” un po’ di più (al di là degli errori grossolani che non scompariranno), l’eliminazione quasi totale dei tempi morti non rischia di far giocare anche troppo? È paradossale. Ma l’idea che si giochi troppo poco potrebbe essere più narrativa che concreta. Soprattutto per le squadre con impegni europei. Testare le nuove regole durante il Mondiale diventa cruciale, anche se le osservazioni potrebbero rivelarsi fuorvianti. Il contesto nordamericano introduce fattori ambientali ben diversi rispetto a quelli europei: temperature elevate, altitudini variabili, viaggi lunghi.

Le nuove misure dell’IFAB sono coerenti con le richieste del pubblico e degli stessi protagonisti, ma la loro introduzione simultanea comporta un duplice scenario: o i preparatori atletici rimoduleranno i programmi di allenamento su tempi effettivi maggiori, o calciatori e allenatori troveranno nuovi modi per rallentare l’azione abbassando il ritmo e gestendo il pallone. Dopotutto, aumentare i minuti giocati senza ridurre il numero di partite equivale, di fatto, ad allungare la stagione.

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