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Dal debutto a San Siro alla leadership in B: l’evoluzione di Liberali

Il mese perfetto del Catanzaro coincide con quello di Liberali. Dopo l’esordio con il Milan ha scelto la Serie BKT per consacrarsi e ci sta riuscendo

Lasciare il Milan a 18 anni, dopo aver esordito a San Siro e con l’etichetta di ‘promessa’ che ti accompagna da sempre, non è da tutti. Ma la scelta di ripartire dalla Serie BKT per formarsi nel calcio che conta si è rivelata vincente. Il mese perfetto del Catanzaro, che ha fatto bottino pieno con 4 vittorie in altrettante partite, è coinciso con la fioritura del talento di Mattia Liberali, MVP U23 di febbraio della Serie BKT.

Dopo un avvio difficile, tra tante panchine e qualche subentro, l’estro di Liberali ha trovato continuità ed è finalmente sbocciato, coronato dal primo gol in campionato con una splendida rasoiata dal limite dell’area. Una maturazione che si evince dalla consapevolezza acquisita nei suoi mezzi, che traspare in ogni giocata.

Che il classe 2007 abbia qualcosa di diverso, lo si vede dal modo in cui tratta la sfera: dalla delicatezza con cui l’addomestica e dalla qualità con cui la conduce col suo mancino nelle sue percussioni. Ha una frequenza di passo semplicemente superiore alla media – in occasione del gol contro il Frosinone sembrava imprendibile lanciato in una volata – tipica del trequartista brevilineo, che lo rende imprevedibile nell’uno contro uno. 

È un 10 che parte largo e ama farsi trovare tra le linee, ma appartiene in tutto e per tutto alla categoria perduta dei fantasisti. Oltre alla grande visione di gioco – l’imbucata deliziosa per tempi ed esecuzione con cui innesca Iemmello a Pescara – e alla propensione al dribbling, Liberali è un giocatore concreto, che vede la porta. Quando calcia, lo fa con forza, per far male: la traversa del Ceravolo ancora trema dall’11’ dell’ultimo turno.

Mattia Liberali oggi è un giocatore cresciuto: anche fisicamente, ma soprattutto per personalità. Si assume rischi e responsabilità, conclude non appena vede la porta, si prende la licenza del dribbling e della giocata, valorizzato in un sistema ricco di idee e talento, che risponde alla visione di Alberto Aquilani. Un grande esempio del fatto che si possono sviluppare giovani italiani dotati di creatività e fantasia, caratteristiche che stanno mancando al nostro movimento. 

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