Cotte – Lamine Mandela Keita
Dall’esordio horror con espulsione a giocatore decisivo del suo Parma: Mandela Keita ha avuto una crescita importante
Il 10 maggio 2002 il Parma vinceva il suo ultimo trofeo, la Coppa Italia contro la Juventus. Quel giorno veniva al mondo Keita, battezzato ‘Mandela’ in onore di Nelson Mandela, che il 10 maggio del 1994 prestava giuramento come primo presidente nero della storia del Sudafrica, segnando la fine ufficiale dell’apartheid. Il calcio sa tessere trame uniche nelle pieghe della Storia.
Una storia, quella di Mandela Keita con il Parma, che inizia nel peggiore dei modi possibili: arrivato come acquisto più oneroso (12 mln) della sessione estiva dei ducali appena promossi, il belga si fa espellere per somma di ammonizioni all’esordio con la nuova maglia. La sua prima partita dura appena 18 minuti. Ripensando a queste premesse, la crescita del classe 2002 è stata a dir poco straordinaria, tanto che oggi sarebbe uno dei principali candidati per il premio di “giocatore più migliorato dell’anno”, semmai ne esistesse uno. La sua progressiva centralità, acquisita con Chivu e consolidata con Cuesta, è diventata ormai una leadership tecnica, tattica e carismatica.
Cuore e polmoni al servizio della squadra: dopo Sørensen, è il giocatore del Parma che percorre più chilometri a partita e quello che vince più contrasti (2.3 ogni 90’). È l’unico giocatore della Serie A a contare almeno 50 tackles, 25 intercetti e oltre 100 duelli vinti. Tuttavia, pur essendo impiegato come play di rottura e facendo della fase di interdizione uno dei suoi punti di forza, oggi è una mezzala da doppia fase, un centrocampista a tutto tondo.
Ora, alla sua possenza fisica abbina una capacità tecnica e un’intraprendenza in fase di costruzione (88% di precisione passaggi) degna dei migliori interpreti del ruolo. Inoltre, una volta recuperata palla, è in grado di ribaltare il campo con impetuose progressioni palla al piede: le sue conduzioni centrali sono l’arma in più del Parma, laddove l’assetto inevitabilmente difensivo non permette agli esterni di creare superiorità nell’uno contro uno. Infatti, Mandela Keita è anche il giocatore del Parma che completa più dribbling a partita (1!), con una percentuale di riuscita del 61%. Molto più di un mediano di rottura, molto più di una diga davanti alla difesa: un centrocampista di progressione moderno, capace di garantire equilibrio abbinando sempre più qualità alla sua fisicità.