Torino, Wilfried Singo: la nuova freccia di Giampaolo

Uno dei giovani più interessanti nel nostro campionato, Singo ha già mostrato personalità e ottimi numeri in questo inizio di stagione

Torino, Wilfried Singo: la nuova freccia di Giampaolo

Dopo qualche ottimo scampolo di partita nella stagione passata, il Torino ha deciso di tenere in rosa anche quest’anno Wilfried Singo, ivoriano classe ’00, che ha attirato l’attenzione degli addetti ai lavori in seguito all’ottima prestazione a San Siro contro l’Inter.

Gli inizi di Wilfried Singo

Nasce in Costa D’Avorio, il giorno di Natale del 2000, a Odienné, ed è qui che comincia a muovere i primi passi della sua, fin qui, breve carriera. Comincia a giocare nelle giovanili del Denguélé d’Odienné, tra le cui fila, in giovane età, giocò Seydou Doumbia, ex Roma e CSKA.

Qui gioca da difensore centrale, vista la stazza fisica e l’aggressività nei contrasti; viene convocato nella nazionale ivoriana Under 20, balzando agli occhi di tanti procuratori, i quali avevano già intravisto doti non indifferenti. Il primo a proporlo al Toro fu Maxime Nana, agente di Nkoulou, in ottimi rapporti con Cairo. E fu proprio grazie a questo rapporto di fiducia che il presidente granata, alla cieca, decise di acquistarlo a gennaio del 2019, occupando uno slot da extracomunitario.

Comincia ad allenarsi in prima squadra, ma Mazzarri, nonostante riconosca le capacità del giocatore, lo considera troppo acerbo. Lo consiglia, dunque, al mister della primavera granata Coppitelli, in vista del torneo di Viareggio. Qui arriva la svolta. Coppitelli non lo vede come difensore centrale, poiché lo considera indisciplinato tatticamente e troppo irruento nei contrasti, e decide di schierarlo come terzino in una difesa a 4, provando a sfruttare le sue grandi doti atletiche.

Da qui in poi colleziona grandi prestazioni con la Primavera granata, fino a guadagnarsi una serie di convocazioni in prima squadra, culminate con l’esordio in Serie A, il 27 giugno 2020, contro il Cagliari. Un mese dopo, alla sua prima da titolare contro la Roma, realizza un gran gol, convincendo la società a riconfermarlo anche per l’attuale stagione.

Wilfried Singo: come gioca

Come accennato prima, al Torino il suo ruolo è sempre stato quello di terzino destro in una difesa a 4, ma Giampaolo (e in precedenza Longo) lo utilizza anche da esterno di centrocampo in caso di 3-5-2, permettendogli di esprimere a pieno la sua principale caratteristica: la corsa. Nonostante la giovane età, ha già raccolto 6 presenze nella stagione attuale, anche se solo 2 da titolare. E i numeri sono già da tener d’occhio.

Il suo match più significativo è sicuramente quello contro l’Inter: ha infatti nettamente vinto il duello di fascia con Ashley Young che, in evidente difficoltà, lo ha pure steso in area di rigore in occasione dello 0-2.

Analizzando alcuni dati, si può notare un 100% in termini di dribbling riusciti (2/2), a conferma delle evidenti capacità atletiche, di un’ottima padronanza del corpo e anche di una buona tecnica di base, fondamentale nell’esecuzione di questo gesto. Percentuale che rimane interessante se analizziamo il totale, in quanto sono 9 i dribbling riusciti a fronte di 13 tentati, con una buona media di 3,27 P90.

L’ivoriano, però, non è solo corsa. Anzi. É un giocatore agonisticamente valido, dedito al sacrificio, che mette tutto ciò che ha al servizio della squadra. Come in occasione dell’ultimo match, in cui ha recuperato ben 6 palloni, secondo solo a Bremer; dato che aumenta se consideriamo tutti i match giocati, con un notevole 7,98 palloni recuperati P90, il primo del Torino.

Ultima, ma non per importanza, caratteristica emersa nel match contro i nerazzurri è sicuramente lo strapotere fisico, mostrato soprattutto nei duelli con Young. Sono ben 6/7 i duelli aerei vinti e 7/8 contrasti vinti, in percentuale entrambi i dati sono vicini al 90%, che vuol dire dominio assoluto. E se prendiamo in considerazione il dato P90 relativo ai contrasti vinti, il concetto è ancora più chiaro: sono ben 11,25 e terzo posto in questa speciale classifica, addirittura primo se consideriamo chi ha giocato almeno 200 minuti.

Gran passo, fisico imponente (è alto 190 cm), elevata cattiveria agonistica e buona tecnica di base: le potenzialità non mancano, tocca ora al giovane ivoriano sfruttarle per fare il salto di qualità definitivo, approdando in un grande club.

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