Nzola e Italiano di nuovo insieme: come cambia l’attacco della Fiorentina

L’attaccante ritrova l’allenatore che lo aveva lanciato ai tempi del Trapani in Serie B e con cui si è consacrato definitivamente a La Spezia.

Mbala Nzola

È la terza volta che le strade di M’bala Nzola e Vincenzo Italiano si incontrano. E no, non può essere un caso. L’attaccante angolano classe ’96 dopo la sua miglior stagione in carriera – impreziosita da 15 gol e 3 assist – è definitivamente pronto per il salto di qualità: ad attenderlo, un allenatore con cui ha già collaborato proficuamente prima a Trapani e poi a La Spezia, che nutre grande stima nei suoi confronti e di cui conosce a meraviglia la filosofia di gioco.

Quali soluzioni offre Nzola?

Nzola è a tutti gli effetti un uomo fidato di Italiano. Le sue caratteristiche consentono al tecnico di modificare il suo sistema di gioco in base alle esigenze o allo schieramento dell’avversario: è in grado di associarsi con i compagni di squadra nell’offensivo 4-3-3 della Viola e di frequentare in maniera proficua l’arra di rigore nel 4-2-3-1, abbinando reti e sponde a importanti fasi di difesa e gestione del pallone, creando spazi per gli esterni e favorendo gli inserimenti dei centrocampisti.

L’ex-Spezia condividerà il posto di punta della Viola con Lucas Beltrán, talentuoso attaccante classe ’01 del River Plate. I due sembrerebbero essere perfettamente complementari: Nzola è un centravanti di peso, dotato di centimetri, capace di dialogare spalle alla porta con i compagni e abile nell’attaccare con forza la profondità; Beltrán, invece, è una prima punta brevilinea, più dinamica e imprevedibile, predisposta ad agire in spazi stretti e in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco. Una sana concorrenza potrebbe esaltare le caratteristiche di ciascuno, considerando la predisposizione di Italiano a far ruotare i suoi attaccanti e gli impegni europei della Fiorentina nella prossima stagione.

M'Bala Nzola, Francia

L’ex-Spezia per compensare le lacune di Jovic e Cabral

Dall’addio di Dusan Vlahovic la Fiorentina non ha più trovato un numero 9 che garantisse un coefficiente elevato di reti stagionali: il tandem Jovic-Cabral non ha assicurato quel bottino di gol che ci si aspettava (14 in totale tra i due nello scorso campionato). Nzola sembra invece poter garantire una maggiore incisività sotto porta, pur svolgendo mansioni in linea con quelle dei suoi predecessori, sposandosi alla perfezione con le richieste del mister e le caratteristiche dei compagni: è un centravanti ancor più coinvolto nella manovra offensiva, come testimoniano i 37.13 tocchi e 19.1 passaggi totali P90, abile anche nel mettere i compagni in condizione di segnare (0.92 key pass P90). Nzola assicura inoltre quella presenza nel gioco aereo richiesta dal sistema di Italiano, che porta costantemente i terzini e gli esterni al cross: per una squadra che nella passata stagione ha segnato di testa circa il 20% dei suoi gol in Serie A (11 su 53) è fondamentale avere un attaccante in grado di ingaggiare con successo duelli aerei (statistica in cui però Cabral ha però numeri migliori dell’angolano). Insomma, con l’acquisto Nzola la Fiorentina spera di trovare quella costanza sotto porta e quella continuità di rendimento che troppo spesso sono venute meno nei suoi attaccanti nella precedente annata.

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