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Nico Gonzalez: la chiave nell’attacco della Fiorentina

Recuperato, il nazionale argentino deve ritrovare centralità nell’attacco della Viola, da esterno o, perché no, anche da riferimento centrale

Nell’inizio balbettante di stagione della Viola, l’attacco è stato forse il reparto dove ha regnato di più la confusione. Incertezze su ruoli e compiti che sono andate oltre la ormai nota attitudine alle rotazioni di Vincenzo Italiano. Nelle prime sette giornate il tridente più utilizzato in termini di titolarità e minutaggio è stato composto da Sottil, Jovic e Kouame. Se l’italiano e l’ex Anderlecht sono stati protagonisti di un buon inizio di stagione – menzione particolare per il secondo, da esubero a titolare – non si può dire la stessa cosa per il sette serbo, fin qui deludente in termini di numeri e prestazioni.

I problemi nel riempire l’area di rigore

L’addio di Vlahovic nella sessione invernale del mercato dell’anno scorso ha segnato profondamente la costruzione tattica di questa squadra. Perso un finalizzatore spietato come il serbo, nel finale dello scorso campionato Italiano ha dovuto inventarsi un Torreira incontrista-incursore per cercare di capitalizzare la comunque più che discreta e immodificata produzione offensiva della Viola. Compito che quest’anno nei piani tecnici e societari doveva essere – e sarà – assolto da Jovic, il quale tuttavia risulta ancora lontano dalla forma migliore, forse più mentale che fisica, e attorno a cui comincia a circolare un comprensibile scetticismo. Cabral d’altra parte pare essere ormai accantonato o quasi dalla guida tecnica. Attaccante di movimento e generosità – quasi troppa – non sembra il giocatore giusto per una squadra che ama associarsi sulla trequarti e negli half space ma bisognosa di attaccanti più abili e portati ad occupare con efficacia l’area di rigore. Nasce da qui l’utilizzo a sorpresa di Kouame non solo in luogo di Nico Gonzalez infortunato, ma anche nell’ultima partita prima della sosta, come riferimento centrale. L’attaccante ivoriano, pur maturato considerevolmente a livello tecnico nell’esperienza belga, difficilmente riuscirà a dominare le gerarchie nel lungo periodo ma rappresenterà un’interessante alternativa verticale al gioco più di dominio e possesso di Italiano.

Un Nico “più attaccante”

Nelle difficoltà di questo reparto offensivo, Nico Gonzalez è il giocatore a cui Vincenzo Italiano potrebbe richiedere sempre più compiti di finalizzazione ed occupazione dell’area. Un’evoluzione del ruolo già intravista nel finale della passata stagione, conseguente all’addio di Vlahovic. Meno esterno da piedi sulla linea, sempre più coinvolto nella finalizzazione, più vicino alla prima punta in modo da sfruttare le proprie qualità tecniche e per migliorare l’affinità con la porta avversaria. Nell’ottica del tridente tipo con Sottil e Jovic, l’argentino non solo andrebbe ad attaccare con la sua velocità lo spazio alle spalle dell’ex Real, buon finalizzatore con attitudine a legare il gioco, ma potrebbe risultare incisivo nella chiusura del lato debole – anche con le sue doti aeree: ha segnato 11 reti di testa in carriera – quando la catena di sinistra Biraghi-Barak-Sottil catalizza l’attenzione della difesa avversaria.

Attenzione ad una possibile ulteriore soluzione, soprattutto in queste prime fasi della stagione, in attesa della forma migliore di Jovic. Italiano potrebbe optare, in virtù delle sue caratteristiche fisiche, atletiche ed aeree, di porre Nico proprio al centro dell’attacco con Ikone a destra, in un tridente decisamente mobile, verticale ed elettrico con Barak pronto a lavorare da incursore. Insomma, tante soluzioni e tante possibilità, ma tutte comprendenti un ruolo centrale di Nico Gonzalez, chiamato a 24 anni ad assumersi la leadership tecnica ed emotiva della Fiorentina in termini di prestazioni e, soprattutto, numeri.

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