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Perché Kvaratskhelia sarà fondamentale per il Napoli

Kvaratskhelia, dopo aver impressionato nelle prime amichevoli estive, è pronto ad affermarsi anche in Serie A

Napoli ha forse trovato il suo nuovo idolo: Khvicha Kvaratskhelia. C’è un tutorial sui social per imparare a scandire il suo nome senza incespicare in tutte quelle consonanti, con qualcuno che, per semplificazione o per nostalgia, lo ha già rinominato KK (eh.. le iniziali sono proprio quelle). Nelle prime due amichevoli con i partenopei, il ragazzo georgiano del 2001 ha fatto vedere tanto del suo talento: due reti contro l’Anaune e una contro il Perugia. Ma cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo acquisto del Napoli?

Chi è Khvicha Kvaratskhelia?

Kvaratskhelia è il perfetto esempio dell’attaccante moderno. Veloce, maniaco del dribbling e con il talento innato di saper calciare con entrambi i piedi. Nella sua giovane carriera da professionista iniziata quattri anni fa in Georgia e poi proseguita in Russia, ha già avuto modo di sperimentare tutti i ruoli dell’attacco. Che sia esterno o punta, posizione ricoperta prevalentemente in Nazionale, si è dimostrato assolutamente capace di entrare nel vivo delle azioni offensive della propria squadra, contribuendo a gol e assist.

La sua posizione preferita rimane comunque quella di esterno, meglio se a sinistra, dove si cimenta in costanti dribbling e offensive al difensore di turno. Si stima che nella stagione passata, al Rubin Kazan, prima di abbandonare per lo scoppio della guerra, avesse una media di 5.7 dribbling tentati a partita (WhoScored), la più alta del campionato. Ma addirittura più bassa di quella posseduta nella stagione precedente, 6.9 dribbling a partita, vincendo tra l’altro il premio di miglior giovane della Serie A russa. Per intenderci, tenta di saltare l’uomo più volte di quando ha fatto Leao nella Serie A 21/22 (5.6 p90)

I tifosi del Rubin Kazan non lo ricorderanno per il numero di gol e assist forniti; il massimo ottenuto risale a due anni fa, con 4 reti e 4 assist in 23 presenze. Sono quindi 10 gol e 10 assist in 76 presenze nel campionato russo, cifre lo stesso significative per un ragazzo del 2001, ma che non descrivono l’ottimo finalizzatore intravisto nelle due amichevoli estive del Napoli. A dire il vero, Kvara sa segnare. Lo ha dimostrato con il ritorno in Georgia, nella Dinamo Batumi, dopo l’addio forzato al Rubin Kazan, segnando 8 reti in 11 partite. Ma anche con la maglia della sua Nazionale: 8 gol in 17 partite, contro difese di un certo calibro come Spagna, Grecia e Svezia. Tornare in Georgia, in un campionato troppo semplice per lui, deve aver rafforzato la convinzione di poter essere un elemento decisivo sotto porta. Il gol contro il Perugia mostra appieno quali sono le potenzialità: conduzione veloce palla al piede, ricerca dell’uno-due in area e tiro fulmineo nell’angolino basso. Un concentrato di talenti, pronti ad essere ammirati nel Napoli.

Sarà il sostituto di Insigne?

Solo numericamente. Insigne era una sorta di regista avanzato, centrale nello sviluppo della manovra del Napoli, garantendo quel dominio di gioco tipico della squadra di Spalletti. Stava soprattutto a lui decidere quando cercare la giocata offensiva. Guarda caso, nell’ultimo anno, Insigne è stato il giocatore con più passaggi chiave, chance create e cross riusciti della squadra (rispettivamente 63, 8 e 28), nonchè quello con più assist riusciti.

Kvaratskhelia pare altro, molto più dribblomane e meno presente nello sviluppo del gioco. Se Insigne si spende per la coralità, Kvara adora mettersi in proprio e cercare l’azione personale. In questo modo si giustificano i tantissimi dribbling, che tuttavia rischiano di rivelarsi un’arma a doppio taglio: dei 5.7 dribbling P90 tentati quest’anno, meno della metà sono stati completati. Va tradotto che, dei tanti possessi nei piedi di Kvara, altrettanti possono tramutarsi in palle perse, generando potenziali contropiedi. Restano comunque i 2.7 dribbling completati a partita, spesso terminati da una sua conclusione o da un passaggio per un compagno in posizione migliore (ha una media di 2 tiri e di 1.4 passaggi chiave P90). Da Insigne si differenzia chiaramente per il modo di calciare: il suo è un tiro secco, che cerca la porta con la potenza, piuttosto che con l’effetto.

E quindi perchè il Napoli non ha puntato su un giocatore più simile per caratteristiche ad Insigne? Una possibile risposta viene dal tentativo di voler passare ad una filosofia di gioco sempre più verticale. Ridurre il fraseggio per attaccare con più velocità e più spazio la porta avversaria. Così si spiega anche l’investimento per Olivera come terzino sinistro, una seria alternativa a Mario Rui, che, alla pari di Insigne, rappresentava un tassello fondamentale nella costruzione del gioco dello scorso anno. Olivera è veloce e fisico, abbastanza da supportare una nuova manovra più rapida, diversamente da Mario Rui. In questo contesto di verticalità, Kvaratskhelia diventerebbe un giocatore perfetto per il Napoli. Se lasciato da solo contro un marcatore, la sua grande capacità nel dribbling unita alla velocità lo renderebbero un giocatore da temere per ogni difesa.

In particolare, si vuole anche dar soluzione ad uno dei problemi riscontrati lo scorso anno. Quante volte si è visto Osimhen totalmente isolato contro i difensori, a seguito di un contropiede o di un lancio in profondità. Troppo veloce per i compagni di reparto, non capaci di stargli dietro in una ripartenza. Ecco che invece Kvaratskhelia avrebbe quella gamba per supportarlo maggiormente, in modo da dare un senso a molti degli scatti di Osimhen.

Il Napoli con Kvarastkhelia sembrerebbe decisa a cambiare passo, sacrificando un po’ di quel dominio del gioco instaurato a partire dalla gestione Sarri, a favore di una pericolosità offensiva maggiore e sempre più incisiva.

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