Christian Eriksen: crederci ancora o meno

Cosa ci dicono i numeri sul trequartista danese, ancora non a suo agio nel sistema di Conte; una volta uscito Eriksen l’Inter ha sbloccato il risultato contro il Genoa grazie a un assist di Barella, schierato nel ruolo del numero 24.

Conte non lo vede, lui si lamenta quando è in nazionale, perlopiù sta in panchina, e quando gioca non brilla mai; la situazione di Christian Eriksen è paradossale visto il talento a disposizione del centrocampista danese, talento che non riesce però ad esprimere a pieno.

Cronaca di una delusione inattesa

Arrivato in pompa magna a Gennaio 2020 come un colpo di mercato di assoluto valore, Christian Eriksen non era probabilmente il tipo di giocatore voluto da Antonio Conte; il tecnico salentino ha sempre chiesto (e poi ottenuto con qualche mese di ritardo) Arturo Vidal, un giocatore di gamba e fisicità, e non un trequartista dalle capacità tecniche assolute a livello mondiale, ma meno intenso rispetto al cileno.


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Se il primo periodo poteva essere quello dell’ambientamento in un calcio estremamente codificato come quello di Conte, alla ripresa del campionato dopo il lockdown Eriksen sembrava finalmente godere della fiducia del tecnico, che ha modificato il suo totemico 3-5-2 in favore di un 3-4-1-2 che blocca maggiormente i due mediani (tramite alcune rotazioni che coinvolgono anche i terzi di difesa) per liberare spazio alla fantasia e all’estro del danese; questo è successo sicuramente solamente a sprazzi, quando Eriksen ha mostrato di cosa è capace (in particolare contro il Napoli in Coppa Italia e contro la Sampdoria alla ripresa del campionato). Dopo alcune prove opache però Conte ha mantenuto l’assetto del 3-4-1-2 togliendo la maglia da titolare all’ex Tottenham, preferendogli nel ruolo di trequartista o Brozovic o addirittura Borja Valero, inserendo il più fisico Gagliardini in mediana.

Con la nuova stagione e l’arrivo di ulteriore concorrenza con gli innesti di Arturo Vidal e Nainggolan, Eriksen ha visto chiudersi ulteriormente lo spazio, e ha faticato anche a sfruttare le occasioni ottenute dal primo minuto. Ma è davvero andato così male come i pagellisti scrivono? Oppure le sue prove contengono buoni spunti non sempre sfruttati, che potrebbero mostrare possibilità di crescita inattese?

La partita contro il Genoa

Bocciato quasi all’unanimità, sostituito da Barella che con il suo dinamismo ha inclinato la partita verso la sponda nerazzurra, facendo anche l’assist per il gran gol di Lukaku che ha sbloccato il match, cosa dire di Eriksen in questa partita?

87,5% di passaggi riusciti con ben 35 passaggi a buon fine in 58 minuti, dimostrano sicuramente una buona presenza nella partita, in particolare nella catena di destra dell’Inter insieme a Darmian, Brozovic e Lukaku. Il dato negativo però sono gli 0 passaggi chiave, fondamentali per mettere i compagni in condizione di segnare; il danese deve sicuramente trovare linee di passaggio migliori. Gli unici due passaggi chiave fatti finora li ha messi a segno nei 64 minuti giocati contro la Fiorentina, unica altra volta dove Eriksen è stato titolare.

Altro dato negativo per il danese è la totale assenza di tiri in porta; ingabbiato dal roccioso centrocampo genoano, Eriksen si è mosso più per oliare la manovra che per tentare anche solo la conclusione; ha infatti combattuto molto (3 contrasti vinti e 4 persi, 3 palloni recuperati), e cercato spesso il dribbling (2 riusciti, uno in particolare con una gran giocata sull’esterno destro).

Cosa ci dicono questi dati e cosa non possiamo vedere da essi.

I dati qua esposti ci dimostrano come Eriksen abbia disputato una partita abulica, priva di spunti offensivi importanti, e limitata a una grande precisione nei passaggi e quindi al mantenimento del possesso; dall’altro lato non possiamo dimenticare alcuni palloni “illuminati” serviti dal danese e non andati a buon fine. In particolare una palla a metà primo tempo che ha trovato Darmian solo in area, con l’esterno italiano che ha cercato un difficile aggancio senza riuscirci.

Se i dati danno perfettamente ragione a Antonio Conte riguardo il minutaggio concesso al trequartista danese, gli sprazzi mostrati da Eriksen in particolare nel primo tempo a Marassi, portano chiunque a domandarsi se ci possa essere un modo per valorizzare le sue capacità e renderle più efficaci e continue nel corso della partita.


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