Talking Point: Brozovic è il segreto della crescita dell’Inter

Nelle ultime giornate l’Inter sembra aver compiuto il salto di qualità, sia dal punto di vista dei risultati che del gioco: al centro della crescita nerazzurra c’è Marcelo Brozovic

Marcelo Brozovic, Inter

Lo 0-3 con cui l’Inter si è imposta in casa della Roma, maturato in un solo tempo di gioco, ha messo in mostra la straordinaria crescita dei nerazzurri negli ultimi tempi in Serie A. Una squadra che ha trovato i propri meccanismi, ha affinato le trame di gioco e si sta dimostrando ancora più bella e funzionale rispetto all’anno scorso. Simone Inzaghi ha plasmato la propria Inter, partendo dalla base ereditata da Antonio Conte, ma aggiungendo molto del suo bagaglio tecnico. La squadra nerazzurra gioca bene, produce tanto, riesce a sfruttare al meglio la profondità della rosa e soprattutto è in linea con tutti i suoi obiettivi, con gli ottavi di Champions League messi in cassaforte e un primo posto in Serie A sempre più vicino. Soprattutto nelle ultime giornate, l’Inter ha manifestato una crescita importante, sia dal punto di vista del gioco che dei risultati e, il segreto di questa maturazione, sta nell’apporto di Marcelo Brozovic, vero e proprio cuore della manovra nerazzurra.

L’importanza di Marcelo Brozovic

Partiamo col sottolineare due numeri impressionanti che esemplificano il rendimento di Marcelo Brozovic: nelle 16 presenze che ha accumulato finora, tutte da titolare, il croato ha effettuato 1120 passaggi, di cui ben 1042 andati a segno. La percentuale di realizzazione dei passaggi del centrocampista nerazzurro è del 93,04%: su oltre 1000 passaggi, il croato ne ha sbagliati meno di 100.

Questo giocando in un ruolo molto complesso, perché da regista Brozovic è praticamente sotto costante pressing degli avversari. Qualsiasi squadra che affronta l’Inter piazza un uomo in marcatura sul croato, e nonostante ciò il 77 interista è praticamente infallibile. La sua capacità di palleggio è fondamentale sia nell’uscita dal basso che nei ribaltamenti di fronte, permettendo all’Inter di tenere il possesso in maniera conservativa in situazioni di vantaggio, ma anche di martellare ossessivamente quando c’è da attaccare, nonché di ripartire con velocità e precisione quando si presenta l’occasione.

Il miglior regista del campionato

Brozovic

Se paragoniamo i numeri di Brozovic con quelli degli altri giocatori del campionato, emerge quanto il croato sia sostanzialmente il miglior regista della Serie A. Nessuno realizza e completa più passaggi di lui in Italia e nessuno, con almeno dieci presenze in campionato, ha una percentuale di passaggi riusciti più alta.

Brozovic è semplicemente il miglior palleggiatore del campionato e questa sua abilità è ciò che ha connotato maggiormente la crescita dell’Inter nell’ultimo periodo. I nerazzurri si stanno affermando come una squadra dominante, capace di dettare i tempi di gioco, decidendo quando attaccare e quando conservare, ma affrontando ogni fase di gioco col pallone tra i piedi. La sfida con la Roma è esemplificativa in tal senso.

La centralità di Brozovic si evince anche da quanto Simone Inzaghi non rinunci mai a lui: insieme a Handanovic, il croato è l’unico ad aver giocato da titolare tutte le partite di campionato ed è il terzo calciatore con più minuti in campionato.

Il segreto dell’Inter

Se oggi l’Inter è tornata a essere la squadra più forte del campionato, il segreto sta appunto nella centralità che ricopre Marcelo Brozovic. Inzaghi ha costruito la propria squadra, meno impulsiva e più dominante rispetto a quella di Conte. La verticalità dello scorso anno è stata sostituita dalla costruzione e l’architetto dei nerazzurri è Marcelo Brozovic, al centro di ogni azione della sua squadra.

L’obiettivo di Simone Inzaghi ora sarà coinvolgere maggiormente altri giocatori rimasti più in ombra, mettere maggiormente a suo agio Lautaro Martinez lì davanti, far proseguire Dumfries nel suo adattamento, inserire nelle rotazioni giocatori come Sanchez. Ora, però, sarà più facile, perché l’Inter ha una propria identità ben precisa ed è stata costruita proprio intorno al giocatore col numero 77 dietro le spalle.

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