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MondoPrimavera – Mattia Zanotti, la macchina da assist dell’Inter

Alla scoperta di Mattia Zanotti, esterno nerazzurro classe 2003, che a suon di prestazioni si è guadagnato la Nazionale

Se Inzaghi può sorridere grazie a Federico Dimarco, che dopo la sfliza di prestiti è tornato in pianta stabile a Milano per fare sua la fascia sinistra dell’Inter, Cristian Chivu può contare su un terzino destro di straordinaria propensione, che in poco tempo ha preso per mano la squadra a suon di assist. Si tratta di Mattia Zanotti, bresciano classe 2003 fresco di convocazione con la Nazionale U19 di Mister Nunziata.

Mattia Zanotti: un cuore bresciano

Il ragazzo nasce a Brescia nel Gennaio 2003, ma la sua città lo crescerà anche calcisticamente: dai primi calci al pallone, la famiglia capisce che Mattia ha un talento speciale; fortunatamente, a credere nelle sue potenzialità non saranno solo i familiari, perché in piena adolescenza Zanotti viene prelevato dal Brescia, esaudendo il sogno di giocare per i suoi colori.

Quel gagliardetto lo inorgoglisce, lo rende pieno di entusiasmo e fiero delle sue origini. La maglia delle rondinelle è la sua seconda pelle, perciò al desiderio di diventare qualcuno di importante si aggiunge la componente emotiva, che lo spingerà a dare sempre il massimo per quei colori. La vera svolta arriva nel 2017: l’Inter, una delle squadre più influenti in Italia, vuole che diventi un suo giocatore. Il responso è presto detto: Zanotti è pronto al grande salto e accetta la proposta senza esitazioni.

L’annata dell’approdo all’Inter è la definitiva conferma che il ragazzo si farà, perché ha delle qualità non indifferenti; a dimostrare i suoi progressi costanti è la scalata che in tre anni lo ha portato dall’Under 17 del club a vestire i panni di capitano della squadra Primavera, con cui si toglierà non poche soddisfazioni. Il 2021 è il suo anno: Zanotti si prende la fascia destra della squadra e la guida con la sua grinta alle fasi finali del campionato. Poi, in semifinale, quel gol beffardo contro l’Empoli, che tutt’ora ha un sapore dolce-amaro: l’Inter perderà la partita, ma è la sua prima rete con la maglia della Primavera, un traguardo che lo lancia definitivamente tra i protagonisti della squadra, della quale diventa capitano.

A luglio 2021 viene convocato per il ritiro della squadra maggiore di Simone Inzaghi, in cui il giovane classe 2003 ha la possibilità di crescere ed imparare, chissà, dai suoi futuri compagni di squadra. La ciliegina sulla torta, infine, arriva ad ottobre, quando il ragazzo firma il rinnovo di contratto con l’Inter, che lo legherà al nerazzurro fino al 2025 e che dimostra, una volta di più, la fiducia che la società ripone su uno dei prospetti più interessanti nel panorama calcistico italiano…

Assist e leadership

Per descrivere il giocatore basterebbero dire questa parola: assist. Esso è il marchio di fabbrica di Zanotti, basti pensare che in questo inizio di stagione, tra campionato e Youth League, ha già confezionato tre passaggi vincenti. Il carisma ce l’ha nel sangue, è il motore delle sue galoppate sulla fascia e delle azioni della squadra, che molto spesso partono dalle sue giocate in velocità. Si, velocità, un’altra sua caratteristica peculiare, non solo da intendere a livello atletico; la sua rapidità di pensiero è un’arma in più per l’inizio dell’azione e aiuta i compagni anche nelle letture difensive, facendo del ragazzo un esterno moderno, forte sia in fase difensiva che offensiva. D’altronde, come lui stesso afferma, la sua ispirazione è Matteo Darmian, che lo ha cullato nel ritiro pre-stagione di luglio e lo ha impressionato per la sua capacità di essere decisivo in tutte le fasi del gioco.

Sinistro o destro cambia poco, la qualità rimane alta e costante; a giovarne è proprio l’Inter, che anche grazie a Zanotti può vantare un ruolino di marcia quasi impeccabile in Youth League, con 7 punti in 3 partite, oltre ad un migliorabile quinto posto in campionato, distante però solo una lunghezza dalla seconda posizione..

La chiamata tricolore

Così facendo, come il “Grande fratello” di Orwell, c’è chi monitora il ragazzo da lontano e lo tiene d’occhio di continuo: estasiato dal suo scintillante inizio di stagione, il Commissario Tecnico della Nazionale Under 19 Nunziata, ha deciso di convocarlo per la doppia sfida contro l’Ungheria. Saranno partite importanti, che serviranno per fare esperienza e mettersi in mostra in un palcoscenico internazionale. Le luci della ribalta sono pronte a puntare i propri flash su di lui, e le partite con lo stemma tricolore sul petto sembrano il momento perfetto affinché questo accada.

A cura di MondoPrimavera

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