Perché Riccardo Orsolini non gioca più?

Attualmente il futuro del giovane italiano non appare roseo e il suo ruolo all’interno della squadra è sempre più dubbio.

Riccardo Orsolini, Bologna

I nostri attaccanti esterni hanno fatto poco, mi aspetto di più da loro. Devono darsi una svegliata per essere più determinanti.

Sinisa Mihajlovic

Queste affermazioni di Mihajlovic, alla vigilia di Empoli-Bologna, sono state le prime avvisaglie rivolte alle sue ali. Quella partita terminò con una sonora sconfitta per 4 a 2 ai danni dei rossoblu, portando difatto all’abbandono del 4-2-3-1 – allora utilizzato – a favore di un modulo più difensivo, con 3 difensori e 2 trequartisti.

Questo radicale cambiamento ha provocato un impiego ridotto di alcuni attaccanti, in particolare di quello della stellina della squadra Riccardo Orsolini, ancora a quota zero gol in campionato. Dal cambio modulo messo in atto alla 7ª giornata contro la Lazio, il classe ’97 ha trovato spazio solo per 93 minuti.

Che fine ha fatto Orsolini

Il nuovo modulo è senza dubbio la causa principale della non presenza di Riccardo Orsolini dal campo. Dei 93 minuti giocati, ben 90 provengono solo dalla partita contro il Napoli, nella quale è stato impiegato forzatamente da seconda punta per sopperire alle assenze di Soriano e Arnautovic. Zero minuti nelle migliori uscite della squadra: contro Lazio, Udinese e Cagliari.

Un altro motivo che ha messo Orsolini fuori dall’undici titolare potrebbe ritrovarsi nel modo in cui gestisce la situazione quando ha la palla nei piedi. Le statistiche rivelano una scarsa percentuale di passaggi completati (69,54%), la peggiore della squadra. Sono infatti già 85 i palloni persi da sue giocate, su un totale di 252 volte in cui ne era entrato in possesso. Rapportato anche ai 402 minuti giocati, significa che circa ogni 5 minuti una sua giocata termina con la palla agli avversari. Anche dal punto di vista delle conclusioni, le statistiche non sono rincuoranti : sin qui ha tentato 10 tiri, ma solo uno è finito nello specchio. Dopo l’11ª giornata della scorsa stagione i tiri erano già 17, con 6 conclusioni in porta e ben 2 legni colpiti. Quando Mihajlovic parla di determinazione, si riferisce soprattutto a questo.

L’evoluzione come seconda punta

Il 3-5-2 su cui sta facendo affidamento l’allenatore serbo garantisce una buona costanza alla squadra, tanto che diventano sempre più remote le possibilità di tornare indietro ad un 4-2-3-1. Questo nuovo modulo offre ad Orsolini la possibilità di reinventarsi in una posizione più centrale, quella di seconda punta.

Contro il Napoli ha svolto tutta la partita dietro le spalle di Barrow, dimostrando un’ottima caparbietà, nonostante la sconfitta rotonda per 3-0. Tra i giocatori del Bologna scesi in campo è quello che si è dimostrato più pericoloso contro l’armata azzurra di Spalletti. Una gara impreziosita da 4 dribbling riusciti su 6 tentati, 8 contrasti vinti, 4 falli subiti e quell’unico tiro verso la porta. Una prestazione che ha dimostrato che non necessariamente Orsolini debba fare l’esterno per essere parte dell’undici titolare. Se Sinisa vuole.

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