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Volti Nuovi: Josip Brekalo, qualità al servizio del Torino

Il Torino ha acquistato Josip Brekalo dal Wolfsburg nell’ultimo giorno di mercato: ecco cosa può dare e come giocherà nello scacchiere di Juric

Dopo lo sfogo di Juric – che aveva accusato pubblicamente il club di un clima di austerity a lui non preventivato -, la società ha chiuso tre importanti colpi last minute: il difensore David Zima, Dennis Praet e Josip Brekalo. Quest’ultimo, arrivato dal Wolfsburg in prestito oneroso di 1 milione + 11 per il diritto di riscatto, è il prototipo di rinforzo che l’allenatore ex Verona chiede da un mese sulla trequarti, capace di offrire qualità e dinamicità a supporto del Gallo Belotti. Con queste capacità, sarà in grado di cambiare volto al reparto offensivo granata?

Brekalo: caratteristiche tecniche

Brekalo è un calciatore ancora molto giovane (è un classe ’98), di piede destro, ma che ama giocare a piede invertito, a sinistra. Nella sua breve – ma prolifica – carriera ha giocato infatti prevalentemente da esterno sinistro, però all’occorrenza può ricoprire qualsiasi ruolo del reparto offensivo: esterno destro, seconda punta e, in caso di estrema necessità, si adatta anche come prima punta.

Il croato è un calciatore che, nonostante la giovane età, ha già una buona esperienza internazionale tra coppe europee (11 presenze e 3 goal in Europa League) e nazionale croata (27 presenze e 4 goal). È un giocatore molto dinamico e veloce, ma soprattutto rapidissimo nel breve. Ama infatti ricevere palla sull’out di sinistra per poi convergere al centro e sfruttare una delle sue caratteristiche migliori: il dribbling secco. Grazie a questa sua dote, riesce spesso a creare superiorità numerica nella trequarti, offrendo assistenze ai compagni (10 assist nelle ultime 3 stagioni) o, meglio ancora, cercando la conclusione verso la porta avversaria (7 gol nell’ultima Bundesliga). Sì, perché Brekalo dispone anche di un ottimo tiro dalla media distanza: molto potente, ma allo stesso tempo preciso e difficoltoso per il portiere avversario.


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Ultima caratteristica da non sottovalutare è l’abilità del croato sui calci piazzati: dei sette gol realizzati lo scorso anno, due sono infatti arrivati da un calcio di punizione diretto, entrambi dal limite dell’area e – dato curioso – sono anche le uniche due che ha calciato in campionato.

Il ruolo di Brekalo nel Torino

Brekalo arriva per fare il titolare e per aumentare la qualità dei due trequartisti a ridosso di Belotti. Inizialmente potrebbe anche avere qualche problema di ambientamento al nostro campionato, ma alla lunga – nemmeno troppo – diventerà un uomo fondamentale nello scacchiere di Juric, essendo anche il calciatore con più qualità in quel ruolo. Verdi infatti non ha convinto, Pjaca ha spesso problemi fisici, Sanabria è adattato e Praet potrà essere utilizzato anche in mediana: tutte considerazioni che avvalorano la nostra tesi.

A differenza dei sopracitati inoltre, il croato è in grado di risolvere alcune problematiche offensive del Torino: principalmente darà supporto a Belotti (così come ha fatto con Wout Weghorst, 53 gol nelle ultime tre stagioni) spesso troppo isolato in avanti. In secondo luogo, vista la sua abilità di svariare su tutto il fronte offensivo, darà meno punti di riferimento agli avversari. La sua tecnica sopra la media, l’abilità di conclusione dalla media distanza e la sua imprevedibilità negli ultimi 30 metri, inoltre, offrono un’ulteriore soluzione offensiva ai granata nei match con pochi spazi, contro squadre rocciose e solide difensivamente.

A seconda delle necessità, sarà anche utilizzato anche sulla trequarti di destra, dove avrebbe più difficoltà a convergere in mezzo, dovendosi spostare sul piede debole. Da quella posizione, però, potrebbe offrire palloni interessanti al Gallo Belotti, abile in area di rigore soprattutto nel gioco aereo. Non è da escludere, infine, un utilizzo come esterno a tutta fascia: soluzione però che potrà verificarsi quasi esclusivamente a partita in corso, in match dove il Torino dovrà recuperare il risultato.

Dunque, Juric ha ottenuto la qualità che desiderava nel reparto offensivo: toccherà a lui adesso riuscire ad assemblare gli uomini per garantire ai granata una salvezza tranquilla.

A cura di Domenico Cannizzaro

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