Koulibaly al Chelsea è l’ennesimo scippo dei Blues alla Serie A

Storicamente, la Premier League e il Chelsea hanno acquistato giocatori di grande spessore dalla Serie A. Vediamo i top e i flop

Kalidou Koulibaly in maglia Napoli

È tempo di saldi e che il Chelsea faccia shopping in Serie A non fa certo notizia. Il nuovo patron Todd Boehly non si è fatto trovare impreparato, completando nelle scorse ore l’acquisto di Kalidou Koulibaly dal Napoli per sopperire alla partenza – destinazione Real Madrid – di Antonio Rüdiger. Il centrale senegalese arriva con lo status di campione d’Africa, uno dei difensori più solidi degli ultimi anni. Riuscirà a soddisfare le aspettative?

L’ormai ex capitano deli partenopei non è il solo ad aver salutato l’Italia per vestire la maglia dei Blues che, fino a poche settimane fa, erano di proprietà di Roman Abramovič. Da Zola a Lukaku, passando per Crespo, Jorginho e lo stesso Rüdiger: non tutti hanno lasciato il segno a Stamford Bridge.

Shevchenko e Lukaku sono più simili di quanto si creda

Se parliamo di caratteristiche fisiche e tecniche, l’ex stella del Milan e Big Rom sono quasi agli antipodi. Sono invece le operazioni di mercato ad avvicinarli: la similitudine del loro passaggio al Chelsea – Sheva nell’estate 2006 e Lukaku appena un anno fa – da una delle due squadre di Milano e il successivo ritorno in prestito danno una spruzzata di curiosità alla vicenda, soprattutto se si considera il fatto che nessuno dei due è riuscito a incidere con la squadra londinese.

43 presenze, 15 gol e 2 assist tra tutte le competizioni: è questo il bilancio del 2021/22 di Romelu Lukaku al Chelsea. Assodato che i numeri “crudi” vogliono dire ben poco, ridimensioniamo tutto includendo i minuti giocati: 1524 in Premier League, che, spalmati in soli 25 match di campionato giocati (13 volte in panchina!), fanno una media di 60′ in campo a partita. Bottino povero per un grande colpo pagato 115 milioni di euro. A ciò si aggiunge il morale a terra della punta belga, che ha spinto per tornare all’ombra del Duomo.

Sheva può “vantarsi” del fatto di aver resistito una stagione in più. Nel biennio tra le fila dei Blues – che non vogliamo demonizzare – non si è però visto nemmeno lontanamente quell’Andriy che incantava i tifosi rossoneri, portando a casa una Champions League e un Pallone d’Oro. Le prestazioni furono talmente altalenanti che l’attaccante ucraino fu “eletto” peggior acquisto degli ultimi 10 anni dal tabloid The Sun. Alla fine si ritorna sempre dove si è stati bene: dopo 76 presenze complessive, 21 reti e 11 assist tra tutte le competizioni anche Shevchenko si è accasato, in prestito e senza troppi rimpianti, alla sua ex squadra.

Con Jorginho e Rüdiger è un’altra musica

Tra i principali artefici del trionfo in Champions League nel 2021 c’è sicuramente Thomas Tuchel, a cui va dato il merito di aver amalgamato e risollevato una squadra piena di giovani dell’Academy e di pezzi da novanta ma che, anche per la presenza di un tecnico inesperto come Lampard, non era riuscita a portare i risultati sperati. L’ex allenatore di Borussia Dortmund e PSG non sarebbe tuttavia riuscito a raggiungere un risultato del genere senza l’aiuto di alcuni elementi fondamentali in spogliatoio e in campo: Jorgihno e Rüdiger, arrivati rispettivamente da Napoli (2018) e Roma (2017).

Per il metronomo della Nazionale Italiana, la Champions conquistata si è rivelata essere solo il primo piatto di una buonissima cena; il resto del menu è composto da Europeo, Supercoppa Europea, Coppa del Mondo per Club e il riconoscimento di UEFA Best Player in Europe. Il difensore centrale scuola Stoccarda è invece il protagonista del reparto difensivo, un calciatore dalla continuità di prestazioni spaventosa (a parte un brutto stop nel 2019-20) che, al netto dei problemi fisici di Thiago Silva, ha sempre guidato la difesa del Chelsea negli ultimi anni. Entrambi, perfettamente inseriti nel gruppo squadra e nello spogliatoio, hanno incanalato perfettamente la filosofia di calcio di Tuchel rivelandosi come due dei migliori acquisti “italiani” da parte del Chelsea.

Una menzione speciale va fatta per Gianfranco Zola, autentica leggenda dalle parti di Stamford Bridge. Acquistato dal Parma nel 1997, “Magic Box” ha collezionato 229 presenze in Premier League, 58 gol e 15 assist.

Koulibaly è il perfetto sostituto di Rüdiger

Fisico imponente e solidità difensiva straordinaria: noi italiani conosciamo bene Koulibaly. Sicuramente meno “buffone” in campo di Rüdiger – l’ex Roma, si sa, è noto per le sue perdite di tempo e sceneggiate – ma completo in tutto: intercettazioni, marcature, tackle, colpi di testa e capacità di guidare la difesa. L’ormai ex leader del Napoli va ad occupare la casella che fino a poche settimane fa portava il nome del difensore tedesco e si inserisce in un contesto adatto a giocatori del suo calibro: la fisicità e velocità della Premier League sono adatte a uno con le sue caratteristiche e, se a ciò aggiungiamo il fatto che Koulibaly viene dalla Serie A, campionato che brilla per la tattica e l’importanza data al reparto arretrato, si può dire che il Chelsea ha fatto jackpot. Almeno sulla carta.


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